L'AMORE CHE RESTA

Mercoledì 12 Febbraio ore 21,30

« E poi c'è questo uccello canoro che pensa di morire ogni volta che cala il sole. E la mattina quando si sveglia è così sconvolto di essere vivo che si mette a cantare la sua melodiosa canzone. Io canto ogni mattina da quando ti conosco... »

 

L'amore che resta di Gus Van Sant. Con Henry Hopper, Mia Wasikowska, Ryo Kase, Schuler Fisk, Jane Adams. Durata 95 min. - USA 2011.

 

Enoch è un ragazzo i cui genitori sono morti in un incidente avvenuto con l'auto su cui viaggiava anche lui, ancora in tenera età. La sua vita si svolge solitaria con l'unica "compagnia" del fantasma di un kamikaze giapponese morto durante la seconda guerra mondiale. Nel tentativo di superare, esorcizzandolo, il trauma per il tragico avvenimento, il giovane Enoch assiste a cerimonie funebri di perfetti sconosciuti e proprio durante una di queste, conosce una sua coetanea, Annabel Cotton, con cui stringe quasi subito un'amicizia che diviene più intima quando la ragazza rivela di essere affetta da un tumore maligno al cervello e di avere solo tre mesi di vita. Nella cornice di una storia d'amore adolescenziale Enoch ed Annabel compiono insieme un duro percorso di crescita, che li conduce ad elaborare una più matura consapevolezza di cosa siano e significhino amore, vita e morte.

Gus Van Sant ancora una volta elabora la sofferenza profonda di giovani sensibili, fragili e sempre consapevoli. Consapevoli in Restless della propria mortalità, che sono in grado di simboleggiare e di pensare, costruendoci sopra filosofie, significati, ottimismi e finanche euforie. Intorno a due attori sorprendenti come Henry Hopper e Mia Wasikowska il regista americano produce una storia sentimentale compromessa dalla morte ma che proprio nella morte trova esistenza, eternità e ragione d'essere (vissuta). Evitando qualsiasi retorica e concentrandosi suoi vuoti emotivi che i suoi amanti riempiono differentemente (i libri di Charles Darwin, la battaglia navale), Van Sant lascia che siano i corpi a parlare e a parlarsi. La relazione sentimentale è il centro stabile del film intorno al quale l'autore dispone le cose che vuole raccontare: l'idea della morte che chiama alla vita, il senso del rito e la dimensione del ricordo. Enoch e Annabel sono la coppia di addicted che si abbandona alla morte, lambendola come un gioco dentro la notte di Halloween, rappresentandola nel salotto di casa, sperimentandola e facendone addirittura ritorno. Enoch, sopravvivendo ad Annabel, ne diventa simbolicamente la colonna sepolcrale su cui è scolpito il discorso funebre, che dentro un primo piano scorre le 'fotografie' del loro amore e il valore che quel trascorso sentimentale ha espresso. Se gli adolescenti agiscono la morte, vale a dire pensano alla morte attraverso azioni e sfide, scoprono il fianco e offrono la grande chance, convinti in cuor loro di poterla battere, i protagonisti di Van Sant le danno ospitalità nel territorio dell'amore e dell'eros, 'penetrandola', trapassando, sconfiggendo la propria effimera condizione e puntando dritto all'immortalità degli dei. 

 

 

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