lun

13

mar

2017

Spiderboy

Evento speciale per ri-trovarsi al Cinema 

Sabato 18 marzo dalle ore 15.00, Cinema Italia 

 

Cari Cineamici,

avevamo chiuso la stagione dessè con la proposta e l'auspicio di continuare ad animare le visioni casentinesi ma senza avere ancora chiaro come.

Vi ringraziamo per tutti i suggerimenti che ci avete offerto!

Adesso sappiamo come andare avanti :)

Proseguiremo con una serie di eventi speciali in collaborazione e in stretta sinergia con le realtà del nostro territorio.

Il primo evento che vi proponiamo va in già in questa direzione: un film realizzato da una regista casentinese, prodotto da La cooperativa L’Albero e la Rua, realtà fortemente radicata nel nostro territorio, e girato all'interno della scuola primaria di San Piero, con protagonisti e comparse studenti, oltre ad attori professionisti.

Mattia, il figlio segreto di Spiderman, e Amira, bambina di origine eritrea, entrambi 9 anni, stringono una forte amicizia per vendicarsi dei bulli della classe: Diego, Valerio e Alessio. Ci riusciranno? Il finale è un arcobaleno di amicizie, di sconfitte e di vittorie. Perchè la diversità è un punto di forza, vero Diego?

lun

02

gen

2017

I GIOVEDI' DESSE'

Gennaio-Febbraio 2016 al Cinema Italia di Soci

0 Commenti

gio

03

nov

2016

XIV SAGRA DEL CINEMA

 

Per confermare la propria presenza alle cene compilare il modulo a questo link

Scarica il programma
14 sagra del cinema PROGRAMMA.pdf
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0 Commenti

dom

01

nov

2015

XIII SAGRA DEL CINEMA

Tutte le ore feriscono... l'ultima uccide

Viaggio nel cinema suspence. Sabato 14 e Domenica 15 Novembre. Teatro Dovizi, Bibbiena.

Come di consueto durante la sagra sarà attivo il RISTORANTE INVISIBILE.
Alle ore 20 di sabato e domenica sarà possibile condividere l'apericena insieme.
Vi chiediamo però di aiutarci prenotando entro venerdì alle ore 12.00 a questo link http://goo.gl/forms/Wtf7AfX8tW o al 3493201648 con un sms.
Scarica il programma
programma sagra 2015.pdf
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mer

14

ott

2015

In arrivo la XIII Sagra del Cinema!

Sabato 14 e domenica 15 novembre al Teatro Dovizi di Bibbiena

mer

29

lug

2015

Cinespazio ad "Artemisia"

Newsletter di Associazione Cinespazio.
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Cari amici,
Cinespazio ritorna per due appuntamenti estivi all'interno della mostra collettiva "Artemisia. Viaggio nell'universo femminile. l'Amore, l'Arte, la Violenza".
Saremo a Palazzo Giorgi a Poppi.
Ingresso gratuito ed inizio delle proiezioni alle ore 21.00.
Vi aspettiamo!
Martedì 4 agosto, ore 21.00
Blue Jasmine

Un film di Woody Allen. Con Alec Baldwin, Cate Blanchett, Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay.
Commedia drammatica, durata 98 min. - USA 2013. - Warner Bros Italia.
Mercoledì 19 agosto, ore 21.00
Il segreto di Esma


Un film di Jasmila Zbanic. Con Mirjana Karanovic, Luna Mijovic, Leon Lucev
Titolo originale Grbavica.
Drammatico, durata 90 min. - Bosnia-Herzegovina 2006
Dal 1° al 30 agosto la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Palazzo Giorgi a Poppi (AR) ospita “Artemisia. Viaggio nell’universo femminile. L’amore, l’arte, la violenza”, mostra collettiva di Roberta Agostini, Daniela Baldinger, Sonia Barbagli, Catherina Gynt, Sara Lovari e Silvia Rossi.
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal lunedì al sabato, con orario 9/12,30 e 16/19.

“Artemisia” è un grande assemblage di artiste che pongono al centro del loro lavoro l'analisi del proprio essere. Donne che cercano e interpretano un loro ruolo nel mondo dell'arte, parlando di una moltitudine di elementi che spaziano tra corpo e mente, tra materia ed essenza. 

Opere, installazioni e performance che caratterizzeranno l’agosto nello splendido borgo casentinese. 
Durante tutto il mese, nel salone centrale della galleria si svolgeranno iniziative collaterali, tutte in assonanza col tema trattato nella mostra collettiva. Tutti gli eventi saranno a ingresso libero. 

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gio

14

mag

2015

Fine di stagione con un "Casentino che cambia"

Newsletter di Associazione Cinespazio.
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Cari cine amici,
siamo arrivati anche quest'anno alla chiusura della stagione di proiezioni al Cinema Italia di Soci.
Vi aspettiamo mercoledì 20 maggio alle ore 21,30 per l'ultimo film, per salutarci e festeggiare insieme... ci saranno anche delle sorprese!
Intanto vi anticipiamo che ci sono già in programma delle proiezioni estive e cogliamo l'occasione per invitarmi il 24 Maggio alla presentazione del portale "Casentino che cambia", ci saremo anche noi e interverremo nel pomeriggio insieme agli amici del BIFF.

PICCOLE CREPE, GROSSI GUAI

Mercoledì 20 maggio, ore 21.30. Cinema Italia, Soci.

Un film di Pierre Salvadori. Con Catherine Deneuve, Gustave Kervern, Féodor Atkine, Pio Marmaï, Michèle Moretti.
Titolo originale Dans la Cour. Commedia, durata 97 min. - Francia 2014. - Good Films

Antoine ha un'età indefinita come il malessere che gli ha tolto il sonno e il desiderio di essere nella vita. Sceso dal palcoscenico, dove si esibiva col suo complesso rock, cerca e trova lavoro in un anonimo condominio parigino. Depresso, insonne e consumatore di sostanze stupefacenti, Antoine diventa il portinaio di una piccola comunità altrettanto instabile. Tra loro c'è Mathilde, la moglie borghese di Serge, ossessionata da una crepa in salotto e dal prossimo che assiste attraverso attività solidali. Fragile e tormentata da un malessere in levare, Mathilde produrrà in Antoine un bagliore e un'intenzione di vita.
Il titolo italiano, inteso a rassicurare lo spettatore e a sdrammatizzare i personaggi, non rende merito alla commedia umana e lunare di Pierre Salvadori. Il cortile, come tutte le aree comuni di un immobile, rimanda subito a un'agorà consueta di rancori e soprusi reciproci, di residenti e proprietari tronfi dentro due camere e una cucina, ma in quello di Salvadori nessuno è veramente odioso.
Nella sua corte ad est di Parigi si accomodano pure Antoine, un musicista dimissionario che si improvvisa concierge per sfuggire alla vita e Mathilde, borghese insonne che passa la notte a indagare le crepe del suo salotto, stimandole premessa di cedimento e di inabissamento. Luogo sociale per eccellenza, il cortile è lo spazio scenico in cui Salvadori fa accadere qualcosa, incontrando i cuori in panne di un uomo e di una donna e producendo un sentimento che non ha a che fare col desiderio o l'attrazione ma con l'agnizione e il sostegno. Antoine e Mathilde si riconoscono e riconoscono nell'altro lo stesso sgomento. Naufraghi di un'inesorabile deriva condividono la depressione e sono in grado di intendere i segnali di soccorso. Ma alla maniera della droga, che allevia e consuma Antoine, i protagonisti sono l'uno per l'altra cura e veleno. 
Piccole crepe, grossi guai - Trailer italiano ufficiale - Al cinema dal 16/10
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lun

20

apr

2015

Cineprimavera

Quattro nuove proiezioni.

Ingresso riservato ai soci:

abbonamento a tutti i film 15€.

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Cari cineamici,
come promesso, torniamo al cinema per un nuovo mini ciclo di quattro film!

PASOLINI

Mercoledì 29 Aprile, ore 21.30. 

Un film di Abel Ferrara.
Con Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Adriana Asti.
Biografico, durata 86 min. - Belgio, Italia, Francia 2014. - Europictures


Novembre 1975 a Roma. in una Italia persa, corrotta e divorata dalla paura della verità, Pier Paolo Pasolini, che sta terminando il capolavoro Salò, trascorre le sue ultime ore nella casa di famiglia, scrivendo lettere e concedendo un'intervista a Furio Colombo. 
Resoconto del suo ultimo giorno di vita.

ALABAMA MONROE - UNA STORIA D'AMORE

Mercoledì 6 Maggio, ore 21.30. 

Un film di Felix Van Groeningen.
Con Veerle Baetens, Johan Heldenbergh, Nell Cattrysse, Geert Van Rampelberg, Nils De Caster. 
Drammatico, durata 100 min. - Belgio 2012. - Satine

Tra Elise e Didier è amore a prima vista, nonostante le evidenti differenze di carattere. Elise ha un negozio di tatuaggi, suona il banjo in una band ed ha i piedi ben saldi a terra. Didier  ama parlare, è ateo convinto ed è un ingenuo romantico. La loro felicità è completata dall'arrivo della figlia Maybelle, che a sei anni però si ammala gravemente. 

LUNCHBOX

Mercoledì 13 Maggio, ore 21.30. 

Un film di Ritesh Batra.
Con Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Denzil Smith, Bharati Achrekar. 
Drammatico, durata 105 min. - India, Francia, Germania, USA 2013. - Academy2 

Ogni mattina a Mumbai 5 mila fattorini consegnano i cestini del pranzo che le mogli preparano per i mariti al lavoro. Un giorno una consegna sbagliata porta la casalinga Ila Singh, abitante del quartiere borghese indù di Dadar, in contatto con Saajan Thomas, un uomo solitario nel crepuscolo della sua vita che vive a Bandra.

PICCOLE CREPE, GROSSI GUAI

Mercoledì 20 Maggio, ore 21.30. 

Un film di Pierre Salvadori.
Con Catherine Deneuve, Gustave Kervern, Féodor Atkine, Pio Marmaï, Michèle Moretti. 
Commedia, durata 97 min. - Francia 2014. - Good Films

A 40 anni, il musicista Antoine, decide di porre fine alla sua carriera artistica e trova lavoro come custode di un edificio. Mathilde, una delle inquiline, scopre una crepa nel suo appartamento e la sua preoccupazione per un eventuale crollo semina il panico nei condomini. 

 VOLETE ANDARE AL CINEMA GIA' DAL PROSSIMO MERCOLEDI'?

Ecco cosa ha in programma per tutti il Cinema Italia.
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mar

10

mar

2015

Programma 2015

Programma 2015
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lun

09

mar

2015

MOMMY

Mercoledì 11 Marzo, ore 21.30

Un film di Xavier Dolan. Con Anne Dorval, Suzanne Clément, Antoine-Olivier Pilon Drammatico, durata 140 min. - Francia, Canada 2014. - Good Films


In un immaginario Canada, dove una nuova legge permette ai genitori di abbandonare alle cure del sistema ospedaliero i figli problematici, Die Despres, un'esuberante vedova, cerca di crescere il figlio Steve, un ragazzino affetto dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Mentre entrambi cercano di sbarcare il lunario vivendo sotto lo stesso tetto, la misteriosa vicina di casa Kyla offre loro il suo aiuto. Man mano che la confortante presenza di Kyla diviene sempre più intensa, emergono domande sulla sua vita passata e sul modo in cui il suo destino può essere collegato a quello di Steve e Die.

Cover matura del primo film di Dolan, è un mélo pop sfacciato e impetuoso, urgente e naïf, che gode e si strugge nel kitsch ma non riduce l’uomo a macchietta, che cerca con foga gioiosa l’invenzione del cinema ma sa essere racconto sanamente popolare. E un film meravigliosamente queer: perché cerca l’equilibrio d’amore fuori dalle forme canoniche, dai dogmi sociali, dai legami biologici, dal formato coppia.


Si dice che la vita sia come un film.

Eventi che raccontano una storia o più di una, a volte felice, più spesso triste, altre ancora tragica.

Avvenimenti, ricordi, desideri, speranze, si susseguono senza sosta fin dove è decretata la fine, quasi sempre labile, sospesa, indefinita.

Perché la chiosa che suggella la conclusione, il punto fermo, l’ultimo, e dopo più nulla, (forse) non fanno parte della vita vera, riguardano la finzione, quella scritta e filmata.

 

La vita può essere rappresentata da un flusso di immagini che scorrono sullo schermo, questo lo sappiamo.

Ma questo flusso di immagini che fanno la vita può tradursi in uno specifico formato di pellicola?

Xavier Dolan ci dice di sì.

Ma quale formato scegliere, quale attribuire/applicare ai momenti, o meglio fasi o periodi, che costituiscono la vita stessa? Affinché, principalmente attraverso questa semplice eppure grande, geniale intuizione, possiamo leggerne il fattore emozionale, comprenderne il tormento devastante che non concede tregua, familiarizzare con l’intimo logorìo che si fa regola, abituarci a un inferno perpetuamente ribollente che quando esplode -ogni volta che esplode- manda tutto (quel poco che sta in piedi) in pezzi non sempre facili da riassemblare.

La vita rinchiusa in un quadrato [formato 1:1] è una soffocante prigione, è una lenta agonia, una condanna a morte.

Manca l’aria, e il sole non arriva a riscaldarla. La luce a illuminarla.

Ma il fuoco che vi arde dentro, brucia fino a morire.

Nel quadrato asfissiante siamo da soli con le nostre sciagure, chiusi in noi stessi e fuori dal mondo che non ci vuole, perché non ci comprende e non ci accetta.

Siamo delle mele marce, dei disadattati. A torto o a ragione non importa. È così che vanno le cose.

Il destino avuto in sorte ci modella addosso una spessa corazza di dolore arrabbiato che le persone intorno a noi non intendono scalfire, trapassare o strapparcela di dosso. Il più delle volte non provano nemmeno ad alleggerirne il peso, la loro volontà e disponibilità nel farlo si ferma alle (belle) parole.

Così restiamo soli ed impotenti nel nostro quadrato di insostenibile esistenza, a sentirci colpevoli, a sapere di essere colpevoli.

Allora che fare?

Continuare a portare la propria pesante croce e aspettare che il tempo guarisca le ferite, che richiuda gli strappi frastagliati, arrivi a riempire le voragini scavate dall'angoscia e dallo sgomento, addolcisca il sangue amaro, ristabilisca l’equilibrio venuto precipitosamente a mancare.

Siano i benvenuti coloro i quali incrociando il nostro cammino si fermano a guardare, riconoscendo in noi la loro privata sconvolgente sofferenza che ammutolisce, e stendano una mano, a infondere profumo di fiori freschi nell’aria stantìa e affumicata.

Così da spalancarlo questo dannato quadrato, in favore di una visione panoramica sul mondo, sul futuro, che sia ariosa, luminosa, e -finalmente- normalmente felice.

Anche solo per un po’, certo non per sempre (non è un film!), giusto il tempo di non far appassire la speranza, motore per afferrare la vita che sarà, da raggiungere di corsa, a pieni polmoni, oltre quel corridoio, oltre quel portone di vetro,

come il ragazzino che, rincorrendo la libertà, fuggiva andando incontro al mare…

lun

02

mar

2015

MUD 

Mercoledì 4 Marzo ore 21,30

MUD

Un film di Jeff Nichols. Con Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Sam Shepard, Reese Witherspoon, Jacob Lofland, Ray McKinnon, Sarah Paulson, Michael Shannon, Joe Don Baker, Paul Sparks, Bonnie Sturdivant, Stuart Greer, John Ward Jr., Kristy Barrington, Johnny Cheek, Kenneth Hill, Michael Abbott Jr.

Drammatico, durata 130 min. - USA 2012. 


Ellis (Tye Sheridan) un ragazzino quattordicenne che, in giro con l'amico Neckbone (Jacob Lofland), incontra casualmente, in un piccolo isolotto sul Mississippi, Mud (Matthew McConaughey), un fuggitivo con un serpente tatuato sul braccio e una pistola sempre pronta all'uso. Nonostante sulla testa di Mud pendano una taglia che fa gola a tanti e un mandato di cattura che motiva le forze dell'ordine a spingersi anche oltre la legge, Ellis si aggrappa a lui nel disperato tentativo di rifuggire le tensioni quotidiane della sua famiglia. Colpiti dalle storia che Mud racconta loro, Ellis e Neckbone si impegnano con tutte le loro forze ad aiutarlo a rimettere in sesto una barca che gli permetta di lasciare l'isoletta sano e salvo. Tuttavia, per i due ragazzini è difficile discernere la realtà dalla versione dei fatti raccontata da Mud e presto molte domande cominciano ad affiorare nelle loro menti: Mud è davvero inseguito per aver ucciso un uomo? E, soprattutto, chi è quella misteriosa ragazza che nel frattempo è arrivata nella loro piccola città?

lun

23

feb

2015

IL CINEMA FAVOLOSO

Mercoledì dessè - Spring edition

Mercoledì dessè SPRING EDITION
programma 2015 4 pagine.pdf
Documento Adobe Acrobat 4.6 MB

mar

17

feb

2015

MERCOLEDI' DESSE' Spring Edition

 

 

Dal prossimo mercoledì riprendono gli appuntamenti al cinema con i film dessè.

Ingresso riservato ai soci Cinespazio. 


 

25/02 IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone. Biografico, durata 137 min. - Italia 2014. 

 

04/03 MUD di Jeff Nichols. Drammatico, durata 130 min. - USA 2012.

 

11/03 MOMMY DI Xavier Dolan . Drammatico, durata 140 min. - Francia, Canada 2014.

 

18/03 VENERE IN PELLICCIA di Roman Polansky . Drammatico, durata 96 min. - Francia, Polonia 2013

 

25/03 LO SCIACALLO di Dan Gilroy. Thriller, durata 117 min. - USA 2014.

 

01/04 I TONI DELL'AMORE di Ira Sachs. Drammatico, durata 94 min. - USA 2014.

 

Tessera associativa 5€ 

(ATTENZIONE: la tessera, per chi ne è già in possesso è la stessa fatta a Novembre 2014 e valevole un anno)

 

Abbonamento a tutte le proiezioni del ciclo: 20€

mer

17

dic

2014

SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO

Mercoledì 17 dicembre, ore 21.30.

Un film di Jim Jarmusch. Con Tom Hiddleston, Tilda Swinton, Mia Wasikowska, John Hurt, Anton Yelchin.

Titolo originale Only Lovers Left Alive. Drammatico, durata 123 min. - Gran Bretagna, Germania, Francia, Cipro, USA 2013.


Adam colleziona chitarre d'epoca e compone pezzi di musica elettronica, che i fan ascoltano appostati sotto la sua casa di Detroit, dalla quale pare non uscire mai. Eve vive a Tangeri, tra stoffe pregiate e libri in tutte le lingue, e trascorre le nottate in compagnia di Christopher Marlowe nel "Café Mille Et Une Nuits". Adam e Eve sono colti, bellissimi e vampiri. Osservatori privilegiati del divenire del nostro mondo, si muovono cercando di farsi corrompere il meno possibile dalle brutture del presente, cibandosi soltanto di sangue raro di laboratorio, apprezzando il silenzio e la compagnia reciproca. 

Adam, solitario e sensibile, chiuso nella sua roccaforte nella città simbolo della musica ma anche delle macerie del capitalismo, sta cedendo alla malinconia più oscura, al lamento funebre, al refrain senza fine uguale a se stesso. Tocca alla donna, anima più aperta e trasformista, forse anche più edonista e impermeabile, intraprendere il viaggio notturno che non può mancare all'appello in ogni pellicola del regista di "Night on Earth" e "Mistery Train". 

Solo chi ama rimane vivo; chi sa amare letteralmente per sempre, chi rispetta il mondo che abita, la sua arte, la letteratura, il progresso della scienza, il suono dei nomi. Gli altri, quelli che credono di essere vivi solo perché batte loro il cuore, quelli che hanno perso il gusto, lo sguardo e il dizionario, sono creature noiose e pericolose. Sono loro - i cosiddetti esseri umani - i veri cannibali, gli zombie: gente che si sveglia sempre troppo tardi, che usa e getta, immemore del passato, incurante del futuro, impantanata in un presente più che mai buio, anche e soprattutto alla luce del sole. 

ven

05

dic

2014

TUTTO SUA MADRE

Mercoledì 10 Dicembre ore 21,30

Un film di Guillaume Gallienne. Con Guillaume Gallienne, André Marcon, Françoise Fabian, Nanou Garcia, Diane Kruger. Titolo originale Les Garçons et Guillaume, à table!. Commedia, durata 85 min. - Francia, Belgio 2013.

Guillame ama la madre sopra ogni cosa e fino a confondersi con lei, replicandone i gesti, imitandone la voce, ribadendone il potere. Inviso al padre e ai fratelli, prepotenti e virili, Guillaume si convince di essere una ragazza nella solitudine della sua stanza, dove gli vengono in soccorso la principessa Sissi e l'Arciduchessa Sofia di Baviera. Cresciuto da 'diverso' e rifugiato in un mondo immaginario, Guillaume parla come una ragazza, si veste come una ragazza, è delicato come una ragazza, balla la sevillana come una ragazza. Motivo di imbarazzo per quella famiglia bon chic bon genre (good style, good class) che vive e si annoia in un 'area' compresa tra Parigi e Versailles, Guillaume viene allontanato e costretto in collegi maschili, dove scopre a sue spese di essere un ragazzo. Vittima di un fraintendimento crudele e di una valutazione familiare irrazionale, che lo crescono femmina e lo qualificano omosessuale, Guillaume si abbandona confuso e umiliato sui lettini di analisti, psichiatri e ufficiali medici. Alla ricerca della sua identità e della sua voce, troverà il suo posto a tavola e sul palcoscenico del mondo. 

Guillaume calca la scena e drammatizza la vita. Ha quattordici anni, ha trent'anni, è Sissi, è l'Arciduchessa Sofia, è sua madre, è una perfetta ballerina andalusa, è la nonna, è ogni donna che osserva e di cui ammira il respiro sempre diverso e incomparabile. Guillaume può essere tutti ma non è ancora. Cresciuto nel mito della madre, che disorienta la sua identità e orienta le sue relazioni fin dal primo scambio di battute, il protagonista non corrisponde i criteri di virilità del padre e il desiderio di avere una figlia della madre. Ma Guillaume è un bravo figlio e prova ad accontentare le due parti, precipitando in un conflitto interiore e identitario. Aspettative e condizionamenti segnano allora la vita dell'attore francese, che scrive, dirige e interpreta una commedia autobiografica sulla ricerca dell'identità nel cuore femminile della Spagna di Almodóvar, negli arredi preziosi dell'Inghilterra di Ivory o nella potenzialità drammatica della romantica Sissi. Perché la vita di Guillaume è una messa in scena da svolgere sul palcoscenico e fissare in un film che mette in sordina gli orrori della predazione familiare. Declamare i capitoli della propria vita diventa il modo migliore di sopravvivere a un percorso nevrotico e al legame parossistico con la madre.

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dom

30

nov

2014

SPAGHETTI STORY

Mercoledì 3 Dicembre, ore 21.30.

Un film di Ciro De Caro. Commedia, durata 83 min. - Italia 2013. - Distribuzione Indipendente.


Valerio è un aspirante attore ventinovenne che non riesce a sbarcare il lunario e nei momenti di sconforto fissa il suo trenino elettrico. L'amico d'infanzia Christian è un pusher (ma lui precisa: "rivenditore al dettaglio") che fa affari con la mala cinese. Valerio vive con Serena, che persegue un dottorato grazie ad una borsa di studio e comincia a sentir ticchettare l'orologio biologico. Christian invece vive con la nonna che ha visioni della Madonna e aggredisce chiunque entri in casa. Infine Giovanna, sorella di Valerio, fa la fisioterapista e mantiene il fratello, invitandolo ripetutamente a crescere e a prendersi le sue responsabilità nei confronti di Serena. Cosa che, a modo suo, fa anche il pragmatico Christian, convinto che le donne non vadano capite ma protette.

Ciro De Caro racconta il mondo dei suoi coetanei in modo totalmente realistico, a cominciare dai dettagli di ambiente e dalla descrizione della realtà (non) lavorativa dei giovani.

De Caro descrive con precisione anatomica il mix di umiliazione e apatia che la crisi economica genera nella sua generazione, e che ha per corollario l'immobilismo sognatore (Valerio) o il pragmatismo bieco (Christian), nessuno dei due intrinseco alla personalità del singolo, ma conseguenza di una situazione surreale e straniante per tutto un Paese. Perché Valerio e Christian, come Serena e Giovanna, sono persone perbene che reagiscono come possono all'iniquità delle loro circostanze.

La cura che De Caro mette nella messinscena non è solo nella scrittura ma anche nelle scelte di ambientazione, nelle inquadrature sempre ingombre e spesso bloccate alla vista, nell'attenzione alle luci (anche quelle naturali), nell'utilizzo del fuori fuoco, e in un montaggio creativo e brusco che velocizza la narrazione o, in alternativa, simula il tempo intercorso senza riprodurne la noia (e la fatica produttiva). Ad aiutare il regista-sceneggiatore nella costruzione di una commedia autentica e autenticamente divertente (si ride davvero qui, e amaro, come nella miglior tradizione italiana) è un cast perfetto capitanato da Valerio Di Benedetto e Christian Di Sante che hanno tempi comici impeccabili, l'uno nelle vesti di prim'attore, l'altro in quelle di caratterista, entrambi uniti dalla capacità di inserire al momento giusto una dose di umanità riconoscibile nei rispettivi personaggi. Perfette anche Sara Tosti e Rossella D'Andrea, che del film è cosceneggiatrice: e si sente, perché Spaghetti Story ha il pregio di raccontare le donne di oggi in modo altrettanto credibile degli uomini, cosa ancor più rara nel cinema italiano contemporaneo. Il che permette di gettare luce su quella che è la dimensione veramente originale di questa commedia: il racconto di come la crisi economica metta alla prova la virilità di maschi catapultati fuori dal loro ruolo di capofamiglia, mentre le loro donne - nonne, sorelle, fidanzate - si rimboccano le maniche con concretezza tutta femminile e fanno ciò che serve per portare avanti un progetto di vita, e magari anche di famiglia.

Nessuno in Spaghetti Story ha totalmente ragione perché tutti procedono a tentoni, il che riflette esattamente la situazione della maggior parte degli italiani di fronte alla crisi. Ma l'età dei protagonisti rende più drammatico il loro vagare senza prospettive, perché, come ricorda Valerio, "mio padre a 29 anni aveva già due figli e un lavoro sicuro".

gio

20

nov

2014

LA MIA CLASSE

Mercoledì 26 Novembre ore 21,30

Un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l'italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo "stop", ma l'intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un'unica vera storia, in un unico film di "vera finzione": La mia classe. 

È un film che può spiazzare più di uno spettatore quello che Daniele Gaglianone ha deciso di dedicare al sempre più complesso tema dell'integrazione dei cosiddetti extra-comunitari. Perché sin dall'inizio, quando vediamo 'microfonare' (come si dice in gergo) gli studenti del corso veniamo volutamente disorientati. Pronti come siamo a vedere un film di finzione siamo costretti ad accorgerci che la finzione c'è ma è tutta concentrata nel sempre più bravo Valerio Mastandrea che 'fa' il docente. Tutti gli altri sono veri immigrati ognuno con i propri problemi e le proprie aspettative. Gaglianone ha deciso di puntare tutto su questo doppio registro quasi ci volesse ricordare da un lato l'impotenza del cinema nell'affrontare e risolvere problematiche che lo superano e dall'altro la necessità, per chi il cinema lo fa, di non sottrarsi mai alla realtà per rifugiarsi in un mondo in cui l'autoreferenzialità rischia di fagocitare tutto.

Si mette in scena il proprio vissuto che talvolta entra in gioco al di là delle battute concordate e che vede a un certo punto Mastandrea diventare davvero qualcosa di diverso rispetto all'attore che interpreta un personaggio. Ha ragione Gaglianone quando afferma che solo lui, tra gli attori, poteva entrare in un ruolo così particolare offrendogli, potremmo aggiungere, non solo la sua professionalità ma anche la sua umanità senza però farsi travolgere dalla complessità dell'operazione. 

Con lui non sai mai quanto stia seguendo un copione o quanto stia invece offrendo al film la propria partecipazione di uomo (e ora anche di padre) consapevole della necessità di offrire alle giovani generazioni, non importa di quale razza o religione, un futuro meno cupo di quello che sembra attenderle.


lun

17

nov

2014

MERCOLEDI' DESSE' Autunno/Inverno

Cinque film per il nuovo ciclo dei mercoledì dessé, cinema tra amici finché il cinema c'è. 

Accorrete numerosi!

19/11 NEBRASKA Un film di Alexander Payne. Drammatico, durata 115 min. - USA 2013.

 

26/11 LA MIA CLASSE Un film di Daniele Gaglianone.  Drammatico, durata 92 - ITALIA 2013.

 

3/12 SPAGHETTI STORY Un film di Ciro De Caro. Commedia, durata 86 minuti - ITALIA 2013.

 

10/12 TUTTO SUA MADRE-Les garçons et Guillaume, à table! Un film di Guillaume Gallienne. , durata 87 minuti - FRANCIA 2013.

 

17/12 SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO-Only Lovers Left Alive. Un film di Jim Jarmusch. Drammatico, sentimentale, durata 123 - USA 2013

 

Ingresso riservato ai soci Cinespazio. 

Tessera associativa 5€, valida da Novembre 2014 a giugno 2015.

Abbonamento a tutte le proiezioni di Novembre e Dicembre 15€.

Un film di Alexander Payne. Con Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk, Stacy Keach.  Drammatico, durata 115 min. - USA 2013. - Lucky Red.


Woodi Grant ha tanti anni, qualche debito e la certezza di aver vinto un milione di dollari alla lotteria. Ostinato a ritirare la vincita in un ufficio del Nebraska, Woody si avvia a piedi dalle strade del Montana. Fermato dalla polizia, viene 'recuperato' da David, figlio minore occupato in un negozio di elettrodomestici. Sensibile al desiderio paterno e dopo aver cercato senza successo di dissuaderlo, decide di accompagnarlo a Lincoln. Contro il parere della madre e del fratello Ross, David intraprende il viaggio col padre, assecondando i suoi capricci e tuffandosi nel suo passato. Nel percorso, interrotto da soste e intermezzi nella cittadina natale di Woody, David scoprirà i piccoli sogni del padre, le speranze svanite, gli amori mai dimenticati, i nemici mai battuti, che adesso chiedono il conto. Molte birre dopo arriveranno a destinazione più 'ricchi' di quando sono partiti.

Autore indipendente e scrittore dotato, Alexander Payne realizza una nuova commedia 'laterale' come le strade battute dai suoi personaggi, che si lasciano indietro lo Stato del Montana per raggiungere il Nebraska in bianco e nero di Bruce Springsteen. E dell'artista americano il film di Payne mette in schermo la scrittura 'visiva', conducendo un padre e un figlio lungo un viaggio e attraverso un territorio che intrattiene un rapporto simbolico col loro mondo interiore. Oscillando tra dramma e commedia, Nebraska, versione acustica di Sideways, coinvolge lo spettatore in un flusso empatico coi protagonisti, persone vere dentro storie comuni e particolari da cui si ricava una situazione universale.

Ambientato nella provincia e lungo le strade che la raccordano al mondo, Nebraska frequenta una dimensione umana marginale e fuori mano rispetto all'immaginario hollywoodiano, prendendosi alla maniera del protagonista tutto il tempo del mondo per arrivare a destinazione. Una destinazione dove si realizza un passaggio che non può mai avvenire come effetto di una retorica pedagogica ma si fonda sull'impossibile, l'impossibilità di governare il mistero assoluto della vita e della morte. Non è per sé che il protagonista di Bruce Dern sogna quel milione di dollari, a lui basta un pick-up per percorrere gli ultimi chilometri di una vita spesa a bere e a rimpiangere quello che non è stato. La vincita della sedicente lotteria a Woody Grant occorre per i suoi ragazzi, per lasciare loro 'qualcosa' con cui vivere e per cui ricordarlo. Ma David, sensibile e affettuoso, è figlio profondamente umanizzato, testimonianza incarnata di un'eredità più preziosa del denaro. È il figlio 'bello' di chi è stato e di cui perpetua adesso il valore.

lun

03

nov

2014

XII SAGRA DEL CINEMA

15-16 Novembre. Teatro Dovizi, Bibbiena.

Torna il tradizionale appuntamento di apertura della stagione di Cinespazio. La SAGRA DEL CINEMA torna per la XII edizione al Teatro Dovizi di Bibbiena, all'interno de "Gli appuntamenti d'Autunno" della NATA.

Una sagra dedicata alle seconde possibilità, sette film gratuiti e gli interventi teatrali degli allievi della scuola di teatro NATA, per ritrovare gli amici al cinema.

Sagra del Cinema 2014
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gio

27

mar

2014

Gli imperdibili-Fuori programma!

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dom

23

mar

2014

GLI IMPERDIBILI

Il Cinema Italia in collaborazione con Cinespazio

propone una rassegna per continuare gli appuntamenti del mercoledì

Mercoledì 02 aprile - GRAVITY

Un film di Alfonso Cuarón. Con Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen, Phaldut Sharma.

Fantascienza, durata 92 min. - USA, Gran Bretagna 2013

 

Mercoledì 09 aprile - PHILOMENA

Un film di Stephen Frears. Con Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark, Anna Maxwell Martin, Ruth McCabe.

Drammatico, durata 98 min. - Gran Bretagna, USA, Francia 2013.

 

Mercoledì 16 aprile - A PROPOSITO DI DAVIS

Un film di Joel Coen, Ethan Coen. Con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett.

Titolo originale Inside Llewyn Davis. Drammatico,durata 105 min. - USA, Francia 2013.

 

Mercoledì 23 aprile - DALLAS BUYERS CLUB

Un film di Jean-Marc Vallée. Con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O'Hare, Steve Zahn.

Drammatico, durata 117 min. - USA 2013.

 

Orario proiezioni: ore 21.30 - Ingresso con tessera Cinespazio euro 5 - ingresso non tesserati euro 6.50.

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mar

18

mar

2014

Cinespazio FUORI PROGRAMMA

Due nuovi appuntamenti fuori programma dedicati a Carlo Mazzacurati e Philip Seymour Hoffman

 

Mercoledì 19 Marzo ore 21,30 LA LINGUA DEL SANTO di Carlo Mazzacurati

Con Ivano Marescotti, Fabrizio Bentivoglio, Isabella Ferrari, Antonio Albanese, Giulio Brogi.

Commedia 110 minuti-Italia 2000

 

Mercoledì 26 Marzo ore 21,30 ONORA IL PADRE E LA MADRE di Sidney Lumet 

Con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Aleksa Palladino.

Titolo originale Before the Devil Knows You're Dead. Drammatico, durata 117 min. - USA 2007.

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sab

08

mar

2014

IL PRIMO UOMO di Gianni Amelio

Mercoledì 12 Marzo

Un film di Gianni Amelio.

Con Jacques Gamblin, Catherine Sola, Maya Sansa, Denis Podalydès, Ulla Baugué.

Titolo originale: Le premier homme.

Drammatico, durata 98 min. - Italia, Francia, Algeria 2011

 

Lo scrittore Jean Cormery torna nella sua patria d'origine, l'Algeria, per perorare la sua idea di un paese in cui musulmani e francesi possano vivere in armonia come nativi della stessa terra. Ma negli anni '50 la questione algerina è ben lontana dal risolversi in maniera pacifica. L'uomo approfitta del viaggio per ritrovare sua madre e rivivere la sua giovinezza in un paese difficile ma solare. Insieme a lui lo spettatore ripercorre dunque le vicende dolorose di un bambino il cui padre è morto durante la Prima Guerra Mondiale, la cui famiglia poverissima è retta da una nonna arcigna e dispotica. Gli anni '20 sono però per il piccolo Jean il momento della formazione, delle scelte più difficili, come quella di voler continuare a studiare nonostante tutte le difficoltà. Tornato a trovare il professor Bernard, l'insegnante che lo ha aiutato e sorretto, il Cormery ormai adulto ascolta ancora una volta la frase che ha segnato la sua vita: "Ogni bambino contiene già i germi dell'uomo che diventerà".

Senza mezzi termini il miglior film di Gianni Amelio almeno dai tempi de Il ladro di bambini. Adattamento del romanzo di Albert Camus, Il primo uomo ripercorre a ritroso le vicende di un personaggio straordinario, silenzioso e deciso, che ricerca nel proprio passato anche doloroso le convinzioni che lo hanno portato ad essere ciò che è nel presente. Lo stile del regista è come sempre asciutto ed elegante, evita inutili infarcimenti estetici e si concentra sulla pulizia e sull'efficacia dell'inquadratura. Ogni primo piano su volti segnati dalla loro vicenda personale è preciso, giustificato, emozionante. In questo lo supporta alla perfezione la fotografia accurata ma mai espressionista di Yves Cape, tornato con questo lungometraggio ai livelli altissimi che gli competono. Anche la sceneggiatura alterna i piani temporali costruendo un equilibrio narrativo basato sulla vita interiore del personaggio principale, un'architettura narrativa complessa e sfaccettata che funziona a meraviglia. Poi ovviamente ci sono gli attori, tutti in stato di grazia. Jacques Gamblin possiede la malinconia e insieme il carisma necessari per sintetizzare al meglio l'anima di una figura complessa come Jean Colmery. Accanto a lui una schiera di volti che regalano dignità e verità a tutte le parti, anche le più piccole: su tutti vale la pena citare una sontuosa Catherine Sola nelle vesti della madre di Jean, interpretata in gioventù dalla brava Maya Sansa.

Un'opera raffinata e umanissima, in grado di rivendicare l'importanza della memoria non solo personale ma collettiva, una memoria che deve essere adoperata come strumento d'indagine delle contraddizioni del presente. Sotto questo punto di vista quindi un film che guarda al passato per farsi attuale e necessario. Cinema di qualità estetica elevata e d'importanza civile. Da applauso

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sab

22

feb

2014

IL CASO KERENES

Mercoledì 26 Febbraio ore 21,30

Il caso kerenes di Calin Peter Netzer.

Titolo originale_ Pozitia Copilului. Drammatico, durata 112 min. - Romania 2013

Vincitore dell'Orso doro al Festival di Berlino 2013.

 

Cornelia ha sessant'anni, un marito di cui ha scarsa stima e un figlio, Barbu, di 34 anni che convive con una donna divorziata. Cornelia vorrebbe che Barbu continuasse a comportarsi come il bambino di un tempo ascoltando i suoi consigli e mettendoli in pratica. Il figlio la evita più che può fino a quando un giorno investe ed uccide con la sua auto un bambino. Cornelia decide di prendere in mano la situazione per evitare al figlio la galera.

Le madri tigre che non consentono alcuna possibilità di autonomia ai figli neppure dopo che questi hanno lasciato la casa natale e tentano di creare un proprio universo non sono certo poche nella realtà e il cinema le ha ritratte in più occasioni. Ciò che è difficile è mantenere in luce questo aspetto allargando però lo sguardo a una società. È un'operazione che è riuscita a Netzer. Il quale descrive con grande precisione (supportato da un'attrice intensamente calata nel personaggio come Luminita Gheorghiu) il rapporto malato che Cornelia sa instaurare con chiunque la circondi (ivi compresa la colf). Il suo bisogno di controllo (mascherato sotto la forma di disinteressati consigli) è assoluto e conservato con la tecnica pugilistico-psicologica del lavoro ai fianchi.

Il cavallo di Troia è sempre e comunque il senso di colpa che cerca di instillare nel figlio il quale è ormai incapace di affrontare qualsiasi altra opzione che non comporti la fuga dalle responsabilità. Sullo sfondo, ma messa a fuoco da una sceneggiatura capace di un work in progress efficace, c'è la Romania di oggi.

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gio

13

feb

2014

AFFETTI&DISPETTI - La Nana

Mercoledì 19 Febbraio

Affetti&Dispetti

Un film di Sebastián Silva.

Con Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Mariana Loyola, Alejandro Goic, Anita Reeves.

Commedia, durata 95 min. - Cile, Messico 2009.

 

 

Raquel è l'introversa e bizzosa domestica dei Valdés, una famiglia benestante che da vent'anni occupa tutti i suoi pensieri fino all'emicrania. E sono proprio le sue dolorose e frequenti cefalee a preoccupare la padrona di casa, che ritiene opportuno affiancarle una seconda cameriera. Convinta che il provvedimento della signora Valdés possa minacciare il suo ruolo e il suo regno domestico-affettivo, Raquel si accanisce sulle ignare aspiranti, intralciandone il lavoro e chiudendole letteralmente fuori dalla porta e dalla vita dei "suoi cari". 

Se non ci si fa influenzare troppo da un manifesto fintamente simbolico (quella testa da scimmione accanto al volto della protagonista è un innocuo gioco da ragazzi che nel film appare in pochissime scene) e da un titolo altrettanto fuorviante (soprattutto il sottotitolo - «la nana» - che non riguarda la dimensione di nessuno, ma indica in spagnolo la professione della protagonista: tata, collaboratrice domestica, cameriera), ecco, se si dimenticano queste tipiche «furbate» da distributore, il film di Sebastián Silva può rivelarsi una piccolea bella sorpresa. (...)

Premiato al Sundance e al Torino Film Festival (miglior film straniero alla manifestazione statunitense, miglior attrice in entrambi), Affetti&Dispetti è invece una bella riflessione sugli eccessi dell' affetto e su una sbagliata concezione del senso del dovere, i due cardini su cui la tata Rachel ha costruito il suo orgoglio professionale e la sua identità di donna.(...)

E'la grande interpretazione di Catalina Saavedra a trasmettere allo spettatore il sentimento di insoddisfazione e insieme di dipendenza che Rachel sente per la famiglia. Occhi segnati dalla fatica quotidiana, pettinatura solo un gradino meglio di una testa arruffata, divisa indossata più come una corazza che come un abito e soprattutto una recitazione contenuta e compressa, come «schiacciata» dai doveri quotidiani della conduzione familiare, che pure si capisce avrebbe molta voglia di mandare a quel paese: la sua Rachel è un ottimo esempio di come si può caratterizzare un personaggio senza eccedere, evitando sottolineature troppo facili ma lasciando intuire un carattere deciso e (in parte) indomabile. (...)

Il merito maggiore del film è quello di saper tenere sempre un tono simpaticamente leggero e spensierato, sia quando segue con occhio curioso le tattiche messe in campo da Rachel per battere le concorrenti, sia quando racconta un mondo di valori e di comportamenti totalmente diversi da quelli fino ad allora frequentati dalla tata. Non c' è mai la tentazione della lacrima o del melodramma, anche quando la storia potrebbe giustificarlo. E la simpatia evidente del regista per la sua protagonista non gli impedisce di mettere bene in evidenza le sue responsabilità nell' accettare (e in parte costruire) la gabbia di doveri e di costrizioni in cui ha vissuto per tanti anni.

 

Paolo Mereghetti, Il corriere della sera

 

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ven

07

feb

2014

L'AMORE CHE RESTA

Mercoledì 12 Febbraio ore 21,30

« E poi c'è questo uccello canoro che pensa di morire ogni volta che cala il sole. E la mattina quando si sveglia è così sconvolto di essere vivo che si mette a cantare la sua melodiosa canzone. Io canto ogni mattina da quando ti conosco... »

 

L'amore che resta di Gus Van Sant. Con Henry Hopper, Mia Wasikowska, Ryo Kase, Schuler Fisk, Jane Adams. Durata 95 min. - USA 2011.

 

Enoch è un ragazzo i cui genitori sono morti in un incidente avvenuto con l'auto su cui viaggiava anche lui, ancora in tenera età. La sua vita si svolge solitaria con l'unica "compagnia" del fantasma di un kamikaze giapponese morto durante la seconda guerra mondiale. Nel tentativo di superare, esorcizzandolo, il trauma per il tragico avvenimento, il giovane Enoch assiste a cerimonie funebri di perfetti sconosciuti e proprio durante una di queste, conosce una sua coetanea, Annabel Cotton, con cui stringe quasi subito un'amicizia che diviene più intima quando la ragazza rivela di essere affetta da un tumore maligno al cervello e di avere solo tre mesi di vita. Nella cornice di una storia d'amore adolescenziale Enoch ed Annabel compiono insieme un duro percorso di crescita, che li conduce ad elaborare una più matura consapevolezza di cosa siano e significhino amore, vita e morte.

Gus Van Sant ancora una volta elabora la sofferenza profonda di giovani sensibili, fragili e sempre consapevoli. Consapevoli in Restless della propria mortalità, che sono in grado di simboleggiare e di pensare, costruendoci sopra filosofie, significati, ottimismi e finanche euforie. Intorno a due attori sorprendenti come Henry Hopper e Mia Wasikowska il regista americano produce una storia sentimentale compromessa dalla morte ma che proprio nella morte trova esistenza, eternità e ragione d'essere (vissuta). Evitando qualsiasi retorica e concentrandosi suoi vuoti emotivi che i suoi amanti riempiono differentemente (i libri di Charles Darwin, la battaglia navale), Van Sant lascia che siano i corpi a parlare e a parlarsi. La relazione sentimentale è il centro stabile del film intorno al quale l'autore dispone le cose che vuole raccontare: l'idea della morte che chiama alla vita, il senso del rito e la dimensione del ricordo. Enoch e Annabel sono la coppia di addicted che si abbandona alla morte, lambendola come un gioco dentro la notte di Halloween, rappresentandola nel salotto di casa, sperimentandola e facendone addirittura ritorno. Enoch, sopravvivendo ad Annabel, ne diventa simbolicamente la colonna sepolcrale su cui è scolpito il discorso funebre, che dentro un primo piano scorre le 'fotografie' del loro amore e il valore che quel trascorso sentimentale ha espresso. Se gli adolescenti agiscono la morte, vale a dire pensano alla morte attraverso azioni e sfide, scoprono il fianco e offrono la grande chance, convinti in cuor loro di poterla battere, i protagonisti di Van Sant le danno ospitalità nel territorio dell'amore e dell'eros, 'penetrandola', trapassando, sconfiggendo la propria effimera condizione e puntando dritto all'immortalità degli dei. 

 

 

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dom

02

feb

2014

PADRONI DI CASA

Mercoledì 5 Febbraio ore 21,30

Padroni di casa

Un film di Edoardo Gabbriellini.

Con Valerio Mastandrea, Elio Germano, Gianni Morandi, Valeria Bruni Tedeschi, Mauro Marchese, Alina Gulyalyeva, Francesca Rabbi, Lorenzo Rivola, Giovanni Piccinini.

90' ITALIA 2012

 

Cosimo ed Elia sono due fratelli titolari di una piccola impresa edile. Giungono in un paesino dell'Appennino Tosco-Emiliano per dei lavori sulla terrazza della villa di Fausto Mieli. Costui è stato un cantante molto popolare che ha lasciato da più di dieci anni le scene a causa di una grave malattia che ha colpito la moglie Moira. Ora però Mieli sta per fare la sua rentrée con un concerto che si terrà in prossimità del paese i cui abitanti lo ammirano ed invidiano al contempo. Cosimo ed Elia, con il loro comportamento involontariamente arrogante, attireranno a loro volta simpatie e ostilità. Anche perché Elia ha visto qualcosa che non doveva vedere.

dom

26

gen

2014

CINESPAZIO 2014

Il nuovo programma dei mercoledì dessé

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ven

06

dic

2013

ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO

Mercoledì 11 dicembre

Un film di Matteo Oleotto, commedia, 103',Italia-Slovenia 2013.

 

Paolo Bressan è un uomo cinico col vizio del vino e della menzogna, con cui mette in difficoltà il prossimo e prova a riconquistare la sua ex moglie. Occupato presso una mensa per anziani, è svogliato e sgraziato con gli amici del paese che gli danno ricovero nelle difficoltà, contenendone l'incontinenza e la boria. Tra un bicchiere di vino e un piatto di gulash, 'eredita' un nipote da una lontana zia slovena, a cui dovrà dare ospitalità il tempo necessario perché la burocrazia faccia il suo corso e il ragazzo si stabilisca in una casa-famiglia. Zoran, adolescente naïf nascosto dietro un paio di grandi occhiali, è un ragazzino colto che parla un italiano aulico e gioca bene a freccette. Accortosi molto presto del talento del nipote nel lanciare e colpire sempre il centro, Paolo è deciso a sfruttarne la disposizione, iscrivendolo al campionato mondiale di freccette. Spera in questo modo di vincere sessantamila euro e di sistemarsi per sempre lontano dalla provincia friulana. Niente andrà come previsto e Paolo farà finalmente i conti con se stesso e coi sentimenti degli altri.
Opera prima di Matteo Oleotto.

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lun

02

dic

2013

ALI' HA GLI OCCHI AZZURRI

Mercoledì 4 Dicembre ore 21,30

Un film di Claudio Giovannesi. Con Nader Sarhan, Stefano Rabatti, Brigitte Apruzzesi, Marian Valenti Adrian Drammatico, durata 100 min. - Italia 2012.

 

Nader ha sedici anni e una fidanzata italiana invisa ai genitori e alla legge islamica. Ma a lui, figlio della seconda generazione, non importa niente delle 'tradizioni', delle proibizioni, delle preghiere in Moschea, quello che desidera veramente lo prende subito, rapinando una drogheria, accoltellando un coetaneo, comprando una fedina e giurando eterno amore sulle note di Gigi d'Alessio. Condivide la sua boria, i suoi pochi anni e i tanti danni con Stefano, compagno di scuola e di ventura, mollato dalla fidanzatina e ostinato a riprendersela. Per amor proprio, non per amore. Rincasato ancora una volta dopo la mezzanotte, Nader viene lasciato fuori e invitato dalla madre a riflettere sulla sua condotta. Una notte che diventa giorno e giorni consumati tra la periferia e la città, lungo il Lido di Ostia, dentro la metropolitana, fuori sulla spiaggia, sfuggendo quattro rumeni incazzati a cui ha ferito il figlio, dipanando contraddizioni e 'chiedendo asilo' tra le lacrime a un'innamorata che non sorride più.
Giovannesi mette in scena Nader, trasformandolo in un personaggio e declinandolo in un percorso formativo lungo una settimana. Sette giorni per cercare un'identità e una tregua, se non una risoluzione, al conflitto tra la cultura islamica e quella occidentale, sette giorni per crescere provando ad assumerle entrambe, trasformando la duplicità in ricchezza. 
Ma il regista romano fa di più che pedinare un adolescente e scrivere per lui una storia d'amore contrastata di quelle predilette dal cinema italiano, che quando racconta il sentimento non può fare a meno di evocare tradimenti, adulteri, gelosie e strepiti. Alì ha gli occhi azzurri sposta di senso e di valore la crisi dell'adolescenza, in direzione di uno smarrimento universale prodotto dall'omologazione culturale e dalla mutazione antropologica, evitando il didascalismo sociologico e l'assoluzione compassionevole. Nader è figlio dei nuovi poveri, è il nuovo ragazzo di vita che abita le (stesse) periferie squallide che ridestano appetiti bestiali e ambizioni borghesi. Nader è "il barbaro imborghesito", nato dagli emigranti approdati alle 'nostre terre' dai loro paesi lontani, che pratica apatico la cultura diffusa del godimento pulsionale, chiuso su se stesso, monadico e sterile. Giovannesi, attraverso un film commosso e lirico tenuto saldamente al terreno da un piglio rigoroso e politico, svolge la vita di un ragazzo che riconosce i mostri che stanno anche dentro, dichiarando guerra a una parte di sé, rimandando (forse per sempre) un piatto di minestra e il ritorno al focolare domestico e genitoriale, incapace di nutrire correttamente il conflitto e di trasmettere la potenza generativa del desiderio. Nello sguardo di Giovannesi c'è l'orgoglio che il cinema sa dare ai suoi personaggi quando li sente veri e quando sa che il loro ruolo non si esaurisce dentro lo schermo, ma diventa necessario nel mondo che ricomincia dopo la fine del film.

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